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ePayment, senza educazione finanziaria non c’è sviluppo

di Maurizio Pimpinella, presidente Associazione Italiana Istituti di Pagamento e Moneta Elettronica – Cantiere Pagamenti digitali

 

I Cantieri della PA Digitale hanno avuto il grande merito di individuare nelle procedure di incasso e pagamento le fondamenta per la digitalizzazione del Sistema Paese: sono stati tavoli di confronto senza precedenti su tematiche di profonda attualità, che hanno radunato i migliori thinker e i migliori doer dell’intero comparto digital italiano.

Come è emerso, non vi è PA che non sia digitale: offrire servizi e dialogare con i cittadini, oggi, è realmente impossibile al di fuori di una struttura adeguatamente tecnologica.

Scarica il report “Il digitale che entra nei sistemi di pagamento alla PA”, Edizioni ForumPA

La concertazione in ambito pubblico appare fondamentale per poter pensare ad una cittadinanza correttamente informata sulle nuove modalità di interfaccia con la PA: bisogna dare la possibilità di apprendere, formare gli italiani affinché comprendano i benefici di uno Stato digitale e facciano propri alcuni step tecnici per poter utilizzare proficuamente le possibilità offerte dalla tecnologia.

Quando insisto circa la necessità di un’educazione finanziaria e digitale per gli italiani, mi riferisco a tutti gli italiani, compresi gli impiegati stessi della Pubblica Amministrazione: stando al conto annuale del MEF del 2015, il 51,4% di questi ha oltre cinquant’anni. Certamente non sono nativi digitali, il che non è affatto una colpa, ma sorge il bisogno di un’appropriata formazione per un personale a cui è affidato il delicatissimo compito di traghettare gli italiani da un’Amministrazione percepita come “ostile”, ad una in linea con i tempi, pronta a comunicare via smartphone, a mettere nelle condizioni di effettuare pagamenti con modalità che consentano di evitare file e trafile.

Ci sono le basi per un Movimento Italia Digitale: il partito di maggioranza è composto dal 40% dei giovani disoccupati. La prima risposta deve essere la formazione, lo sviluppo di competenze fondamentali per aspirare a creare la nuova Silicon Valley in Italia. Abbiamo un gap di circa cinquant’anni con gli States, dove l’educazione finanziaria è diffusa in moltissime scuole sin dagli anni ’70. Bisogna creare un ecosistema snello in grado di attrarre capitali ed un sistema scolastico che miri a formare oggi i professionisti di domani.

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione tramite i pagamenti è senz’altro la prima componente di un circolo virtuoso che vedrà, a cascata, innovazione e dunque posti di lavoro.

In fondo, l’Italia è già stata una Silicon Valley, quando nel 1964 l’Olivetti ha inventato il primo personal computer della storia.

 

 

Foto di renrut rilasciata sotto licenza cc – https://www.flickr.com/photos/treborrenrut/26074698726