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PagoPA, questi gli ostacoli alla completa riuscita

di Antonino Mola, Regione Veneto – Cantiere Pagamenti digitali

 

L’iniziativa dei “Cantieri della PA Digitale” ha risposto all’esigenza di aumentare il confronto tra gli attori della filiera, in questo caso in particolare, dei pagamenti digitali.

Il modello PagoPA, riguardando la complessità di una pluralità di sistemi e attori (cittadini, PA, Imprese ICT, AGID-PagoPA, PSP, Banche), necessita infatti di una continuativa analisi delle esperienze di ciascuno. L’obiettivo è quello  di adeguare le rispettive infrastrutture applicative in modo da proporre al cittadino un’offerta completa e un’esperienza d’uso semplice e multicanale.

Il confronto tra vari attori della filiera ha fatto emergere spunti e riflessioni molto utili, esaurientemente riportate nel report conclusivo del tavolo di lavoro.

Nel territorio veneto nonostante una discreta risposta sia da parte della PA (163 enti attivi fino ad oggi  attraverso la piattaforma regionale), sia da parte dei cittadini (aumento del 30% in più rispetto all’anno precedente dei pagamenti digitali del bollo auto), il sistema è ancora lontano dai risultati attesi e dalle potenzialità che potrebbe esprimere in termini di vantaggi per i cittadini ed efficientamento dei processi interni agli enti aderenti all’offerta regionale.

Scarica il report “Il digitale che entra nei sistemi di pagamento alla PA”, Edizioni ForumPA

Cittadini: comunicazione, formazione assistenza

Uno dei fattori di maggiore criticità riguarda la complessità dell’esperienza d’uso a causa della limitata integrazione delle diverse interfacce applicative che il cittadino attraversa (Aziende ICT, PA, PSP) prima di poter concludere il pagamento. Va sottolineata inoltre una limitata attività di comunicazione e supporto agli utenti, che dispongono di poche informazioni e strumenti per orientarsi nel processo di pagamento sia quando viene attivato online sia se realizzato presso gli sportelli dei PSP abilitati a PagoPA.

PA: digitalizzazione dell’intero processo di gestione delle entrate

Per quanto riguarda l’offerta di pagamenti, l’esperienza dimostra come non sia sufficiente mettere a disposizione una pluralità di modi e strumenti di pagamento per consentire  ad una PA di poter gestire l’intero ciclo delle entrate. Il pagamento PagoPA introduce anche alcuni standard tecnici nei flussi informativi al fine di produrre un forte risparmio di risorse impegnate in questo processo. Obiettivo che si può realizzare se, assieme al pagamento, sono digitalizzati e modificati i processi di riconciliazione, accertamento, regolarizzazione. Senza questo intervento risulta infatti molto complicato per una PA mettere a disposizione i pagamenti digitali poiché risulta di fatto impossibile controllare il flusso informativo senza il supporto dell’automazione.

Aziende ICT: integrazione dei sistemi informativi locali

Nel percorso verso una completa digitalizzazione del processo di pagamento svolgono un ruolo fondamentale le aziende ICT che operano quali partner tecnologici degli enti pubblici. Il pagamento digitale implica tipicamente il colloquio con il verticale dei tributi, con i sistemi di riscossione, con i sistemi contabili. E’ evidente che l’automazione dell’intero processo passa per un investimento nello sviluppo di interfacce di integrazione. In questo contesto hanno un ruolo fondamentale gli enti regionali, che possono sviluppare logiche di definizione degli standard e accreditamento delle aziende ICT evitando così una proliferazione di interfacce ed ottenendo al contempo importanti economie di scala.

AgID: rafforzare la governance

Uno dei motivi per il quale il sistema dei pagamenti PagoPA risulta oggi più avanzato rispetto ad altre infrastrutture immateriali (come SPID, ANPR, etc.) governate dall’Agenzia per l’Italia Digitale risiede nel fatto che si è costruito un rapporto organico con gli interlocutori della filiera dei pagamenti sin dall’inizio della stesura del modello e delle linee guida. In particolare, AgID ha fatto giustamente perno sugli enti regionali, assegnando loro il ruolo di intermediari tecnologici. In questo modo si sono creati i presupposti per strutturare un organico sistema di innovazione tecnologica capace di raggiungere e intermediare anche l’ente più piccolo. Anche se rimane molta strada ancora da percorrere, è certo che senza questa rete tra PA non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati attuali. E’ necessario tuttavia rafforzare la governance di questo sistema in quanto, a distanza di tempo dalla prima fase di infrastrutturazione del sistema PagoPA, sono cresciute enormemente le necessità di confronto tra attori. Il successo dell’iniziativa dei Cantieri della PA Digitale testimonia di questa esigenza.

PSP: armonizzare la navigazione utente

Il cittadino molto spesso di fronte al sistema di pagamento con la PA ha una percezione di  un’esperienza complessa ricca di tecnicismi non sempre facilmente comprensibili. A questo si aggiunge la mancanza di un sistema omogeneo di navigazione sui sistemi proprietari dei PSP e delle banche. Anche le piattaforme di autenticazione sono eterogenee e non è raro che un cittadino sia costretto ad autenticarsi più volte su diversi sistemi. In attesa che SPID diventi uno standard e sia accettato anche dal sistema dei PSP e delle banche, sarebbe auspicabile che al pari di uno WISP (wizard per la scelta del PSP), siano definite le linee guida per un modello di navigazione omogeneo per i pagamenti verso la PA adottato come standard da tutti gli aderenti al nodo PagoPA.

Le criticità fin qui esposte richiedono un piano di azioni concreto e coordinato tra tutti gli attori della filiera dei pagamenti digitali che, come indicato dal report dei Cantieri della PA Digitale, metta al centro non tanto il “cosa fare nei vari settori, le agende infatti sono anche troppo note”, ma il “come farlo… …E’ infatti questo un tempo più per i manuali che per le norme, più per le cassette degli attrezzi che per i grandi piani, più per le ricette che per i menu appetitosi”.

 

 

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