Foto di m.sanhuezacelsi rilasciata sotto licenza cc

Scuola digitale, Conca (Epson): “Necessari dialogo e condivisione. Ecco i casi di successo”

di Carla Conca, Sales Manager Visual Instruments, Epson Italia – Cantiere Scuola digitale

 

In un momento in cui l’innovazione digitale sta trasformando le nostre vite e il nostro modo di imparare e lavorare, gli spazi di condivisione, dialogo e approfondimento come i tavoli offerti da “Cantieri della PA digitale” sono momenti preziosi in cui le parti in gioco possono confrontarsi e analizzare lo scenario, le risorse, e le sfide che è necessario affrontare per promuovere il cambiamento che in questo caso deve portare verso l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

In qualità di rappresentante di Epson, ho partecipato agli incontri relativi alla governance del PNSD, portando il punto di vista di uno degli operatori commerciali (aziende, produttori, distributori, rivenditori) che forniscono gli strumenti e la cultura tecnologica, e sono stati chiamati a fornire il loro apporto.

Scarica il report “Le condizioni abilitanti per l’attuazione del PNSD”, edizioni ForumPA

A questo proposito, credo che uno dei punti su cui riflettere per dare valore al lavoro svolto finora da tutti e continuare a operare in modo produttivo, sia quello di creare un dialogo fattivo e di reciproco allineamento fra mondo delle aziende e mondo della scuola al fine di trovare un’efficace collaborazione che porti reali contributi al settore dell’istruzione.

Sviluppare la comunicazione tra domanda e offerta

Gli obiettivi strategici del Piano Nazionale Scuola Digitale sono e devono rimanere prioritari, ma al fine della loro più immediata e lineare attuazione, è augurabile che non si trascurino le logiche organizzative e produttive che gli operatori del mercato necessariamente devono seguire. Finora le aziende produttrici e tutti gli operatori commerciali che lavorano nel mercato della tecnologia hanno giocato prevalentemente un ruolo di “auditori”, non avendo competenze adeguate ed esperienze condivise (se non a livello di singoli individui) per potersi inserire in modo produttivo nella discussione sui temi legati alla didattica e all’educazione. Ritengo però che si debba riconoscere a questi attori il loro ruolo di risorse utili, oltre che per dare supporto tecnico, anche per comprendere e trasmettere agli altri partecipanti i risvolti reali e l’impatto anche economico di determinate scelte. Per questo motivo reputo importante il continuo dialogo e la condivisione di intenti tra le amministrazioni e gli altri operatori in gioco, al fine di lavorare in sinergia e migliorare i servizi e le tempistiche. Tra le criticità, infatti, è emersa la scarsa visibilità del piano del Miur da parte di tutti i soggetti coinvolti nel processo di attuazione, ai vari livelli e nei vari settori, che impedisce non solo la programmazione delle attività nelle scuole, ma anche quella delle fasi di lavorazione (produzione, distribuzione, installazione) nelle aziende in cui si progettano, realizzano e commercializzano gli strumenti tecnologici atti a supportarlo.

Nei prossimi anni, noi operatori commerciali auspichiamo di poter svolgere un ruolo più attivo nell’ampio dibattito. Come aziende, abbiamo il compito di agevolare il cambiamento tecnologico con soluzioni che rendano il lavoro più efficiente e produttivo. Solo attraverso il dialogo con tutte le altre controparti possiamo arrivare a un risultato finale che sia veramente costruttivo: comprendendo le reali necessità di ciascuno, con le nostre tecnologie possiamo dare risposte corrette e allineate, fornendo nuove opportunità nei luoghi di lavoro e di apprendimento, come già è successo in diversi istituti scolastici.

Per questo motivo vorrei raccontare alcune storie in cui l’introduzione della tecnologia, in istituti di diverso ordine e grado, ha avuto un impatto estremamente positivo. Si tratta di esperienze dove hanno avuto un ruolo molto significativo le dirigenze degli istituti e il supporto fattivo dei docenti che, entrambi, hanno saputo attivare una rete di collaborazioni che hanno permesso di ottenere i migliori risultati.

Casi di successo: la scuola primaria di Villanova e l’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” di San Vito al Tagliamento

La scuola primaria di Villanova e l’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” di San Vito al Tagliamento sono esemplificative di un diverso approccio/percorso, ma entrambe hanno come comune denominatore aver raggiunto l’obiettivo di una migliore efficienza didattica e organizzativa.

La piccola scuola primaria di Villanova, frazione di Bernareggio (provincia di Monza Brianza), aveva necessità di dotarsi di strumenti propri al fine di qualificare l’offerta didattica essendo difficile l’utilizzo dei servizi e laboratori presenti nel plesso principale del comune brianzolo. Grazie al coinvolgimento dei genitori, degli insegnati e il supporto della dirigenza, l’adozione di videoproiettori interattivi prima e di una stampante innovativa dotata di serbatoi ricaricabili poi, ha permesso agli alunni e agli insegnanti di lavorare con strumenti semplici e funzionali che supportano il lavoro quotidiano di tutti. E se, come vedremo tra poco, i videoproiettori hanno permesso un approccio nuovo e più coinvolgente e partecipativo degli studenti di tutte le età, anche l’uso di una stampante dall’autonomia elevatissima ha permesso un salto in avanti significativo, facendo sparire le preoccupazioni per il costo delle cartucce di inchiostro, le difficoltà di gestire il loro acquisto con le poche risorse economiche disponibili e la possibilità di stampare diverse decine di migliaia di copie prima di dover ricaricare i serbatoi (operazione peraltro veloce e semplicissima). Così le maestre possono stampare schede di lavori, questionari, compiti ed esercizi senza alcuna preoccupazione che non sia quella di fare un buon lavoro con i ragazzi.

Anche l’Istituto Comprensivo Statale “Margherita Hack” di San Vito al Tagliamento (PN), grazie all’aiuto del Comune che voleva adeguare le dotazioni delle scuole alle esigenze dei giovani, ha installato in tutte le aule videoproiettori interattivi, scelti dopo aver valutato con gli insegnanti le possibili ricadute sulla didattica.

In entrambi i casi i risultati, positivi, sono emersi in breve tempo: gli studenti di tutte le età sono più partecipativi durante le lezioni, la didattica ne ha beneficiato in termini di efficacia, grazie alla maggiore collaborazione e condivisione dovuta al fatto di poter seguire il lavoro sul grande schermo. Va sottolineato che il lavoro svolto degli insegnanti è stato fondamentale: hanno sperimentato nuove modalità di insegnamento più coinvolgenti e formative e si sono impegnati per utilizzare al meglio il nuovo strumento dotandosi (spesso a spese proprie) di programmi adatti al lavoro collaborativo e preparando lezioni che prevedono l’accesso a siti e risorse pubblicamente disponibili sulla rete.

E’ proprio con l’impegno di tutte le parti in gioco – amministrazioni, produttori, università, istituti scolastici e singoli individui – che la trasformazione digitale può realizzarsi in maniera omogenea, come auspicano gli operatori del settore che abbiamo intervistato recentemente in occasione di una ricerca che noi di Epson abbiamo effettuato a livello europeo.

Gli italiani sono in media più ottimisti degli altri europei.

Lo studio, effettuato su 1.090 addetti alla formazione nelle cinque maggiori economie europee (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna), ha evidenziato come il 71% degli intervistati italiani sia più ottimista sul fronte della tecnologia rispetto a una media europea del 63%. Ciò nonostante sono sorte anche non poche preoccupazioni dovute principalmente alle risorse a disposizione: le principali minacce per la formazione del futuro e la sua qualità sono la mancanza di finanziamenti per il 48%, la formazione degli insegnanti per il 42% e il mancato rinnovo delle tecnologie obsolete per il 40%. Inoltre, il 62% ritiene che gli insegnanti non dispongano delle conoscenze necessarie per utilizzare le tecnologie che si diffonderanno nei prossimi 10 anni e, di conseguenza, per impartire lezioni agli studenti in modo adeguato, nonostante ben il 73% affermi di essere disposto ad aggiornare le proprie conoscenze e competenze.

Secondo quanto emerge dal nostro studio, insomma, le tecnologie che potrebbero plasmare il futuro della formazione suscitano entusiasmo e preoccupazione nello stesso tempo. Affinché l’istruzione e la formazione possano trarre vantaggio dalle nuove tecnologie, è necessario l’impegno di tutti gli attori in gioco che devono lavorare fianco a fianco per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile in tutto il Paese.

 

 

Foto di m.sanhuezacelsi rilasciata sotto licenza cc https://www.flickr.com/photos/msanhuezacelsi/9940935154