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Bureau van Dijk: “Perché in un contesto internazionale la valutazione fornitori conta”

di Fabian Mazza, Bureau van Dijk – Cantiere Procurement pubblico

Bureau van Dijk partecipa per il primo anno al Cantiere Procurement Pubblico promosso da FPA. Questo primo incontro è stato vissuto con grande interesse e curiosità; l’iniziativa a nostro avviso offre una rara, e quindi più che apprezzabile, possibilità di dialogo e confronto su un tema specifico e della massima importanza sia per il settore pubblico che privato.

Vorrei inoltre sottolineare il mio personale apprezzamento nei confronti dell’organizzatore FPA e per lo sforzo di mettere intorno ad un tavolo un ampio perimetro della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale con un selezionato gruppo di operatori privati, che hanno maturato un’esperienza pluriennale ed internazionale sul tema Procurement Pubblico. Come Government Global Group Leader Bureau van Dijk mi piace sottolineare sempre l’assoluta necessità di una stretta collaborazione tra il mondo pubblico e quello privato che vede una sua concretizzazione anche in queste iniziative.

Ed è proprio grazie a questa visione globale insita in Bureau van Dijk che ci siamo resi conto di quanto sia indispensabile, sia per il mondo pubblico che per il privato, analizzare nel dettaglio gli assetti proprietari dei propri fornitori.

Spesso incontriamo realtà che lavorando esclusivamente con fornitori italiani limitavano l’analisi ai confini nazionali, ma con il tempo hanno iniziato ad apprendere quanto sia importante estendere l’analisi anche verso paesi meno conosciuti.

Sono ormai numerose – oltre 23.000 – le società italiane che registrano un azionista estero e in un contesto così mutevole, intrecciato a livello mondiale, con l’esposizione a rischi noti ma sempre più allarmanti (rischio di corruzione, riciclaggio di denaro, frode fiscale, terrorismo ecc.), il concetto della conoscenza approfondita e del monitoraggio dei propri fornitori diventa sempre più delicato, richiedendo alle stazioni appaltanti un’attenzione sempre maggiore, una formazione ed un aggiornamento continuativi, nonché un collegamento costante a flussi informativi dinamici e aggiornati, mirati e ben organizzati.

La conoscenza dei propri fornitori non si può limitare quindi ad un’analisi superficiale dei loro bilanci, ma deve prevedere anche una valutazione della loro solidità finanziaria e approfondire altresì il gruppo di appartenenza (sempre più spesso con diramazioni internazionali) fino all’azionista di riferimento ed al titolare effettivo, ma anche tenendo in considerazione l’aspetto reputazionale che ha assunto un’importanza crescente e al tempo stesso difficile da monitorare.

Il tema della data fusion tra dati provenienti da contesti e banche dati differenti e quello di data scientist che all’interno della struttura acquisisce ed interpreta i dati in entrata – dati che ormai diventano sempre più BIG ed OPEN – sono concetti ormai diffusi. Ed in un contesto sempre più tecnico e mutevole, ricco di rischi sempre più globali e sofisticati, potersi affidare a partner esperti, affidabili e con esperienza internazionale diventa la strategia inevitabile per qualsivoglia pubblica amministrazione che affida appalti pubblici di lavori, forniture, servizi e concessioni di lavori pubblici o di servizi.

 

 

 

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