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Cybersecurity, Bosio (Samsung): “Vi spiego come l’Open Economy cambierà l’eHealth”

di Antonio Bosio, Product & Solutions Director, Samsung Electronics Italia- Cantiere Sicurezza digitale

 

Un recente rapporto commissionato da Samsung, che esamina l’impatto che i cambiamenti sociali e tecnologici eserciteranno sul futuro dei luoghi di lavoro, rende nota la grande sfida che le imprese devono affrontare per creare “uffici intelligenti” sicuri in un’ottica di Open Economy. Con 7,3 miliardi di dispositivi IoT connessi stimati entro il 2020, è evidente la necessità di mettere in sicurezza ogni singolo dispositivo.

La nuova Open Economy sarà caratterizzata da una stretta collaborazione tra imprese, liberi professionisti e dall’incorporazione continua delle innovazioni promosse dalle start-up e da un nuovo tipo di collaborazione tra ex-concorrenti. Le imprese hanno tre anni di tempo per mettere in sicurezza le proprie connessioni, col rischio di rimanere indietro se non provvedono a prepararsi al rapido cambiamento in atto nello scenario digitale, nonché derivanti da una forza lavoro diffusa che pretende di lavorare con qualsiasi dispositivo, in ogni momento e ovunque. La verità è che molte imprese sono ancora ben al disotto in termini di velocità della curva di adattamento alle nuove tecnologie in grado di facilitarne il passaggio a modalità operative più aperte.

Con la rapida evoluzione della tecnologia, le aziende non solo dovranno superare ostacoli infrastrutturali e incognite di pianificazione, ma la vera sfida per loro sarà come connettere tutte le nuove tecnologie per soddisfare le esigenze di una nuova schiera di talenti. Spesso definiti millennials e destinati a diventare presto i principali decisori all’interno delle organizzazioni, questi soggetti si aspettano ormai di disporre di tecnologie e idee consumer-driven anche nella loro vita lavorativa – dalla realtà virtuale e aumentata a una generazione emergente d’intelligenze artificiali personali.

L’infrastruttura tecnologica che guiderà l’Open Economy è già in via di realizzazione in tutto il mondo: uno sviluppo tecnologico così veloce andrà di pari passo con un’evoluzione delle imprese pronte per l’Open Economy altrettanto veloce.

Le imprese stanno cominciando a realizzare la loro visione di un futuro più produttivo, ma restano ancora molte incognite: il machine learning e le tecnologie d’intelligenza artificiale offrono oggi enormi opportunità ma, secondo lo studio di The Future Laboratory che ha lavorato al rapporto, pongono anche rischi che non sono ancora stati del tutto quantificati.

Tutto questo rende ancora più critici gli investimenti simultanei in piattaforme sicure capaci di aprire i confini verso le nuove tecnologie. Realizzando oggi tali investimenti, le imprese potranno integrare in sicurezza qualsiasi nuovo soggetto nel loro ambiente: non solo le macchine dunque, ma anche una nuova generazione di persone.

Ristrutturare gli uffici convenzionali per accogliere la tecnologia dell’Open Economy sarà una sfida importante per molte imprese, una sfida che deve essere presa sul serio già oggi. Potranno scegliere infatti tra un’ampia varietà di strumenti da utilizzare, ma ci saranno alcuni fattori comuni, non da ultimo il bisogno urgente di una piattaforma che supporti in sicurezza ogni dispositivo o applicazione. Solo così potranno aprire i propri confini a nuovi partner e collaboratori e, in particolare, a una nuova fonte d’innovazione direttamente incorporata nell’impresa stessa.

Le diverse tecnologie in ambito sanitario

In ambito sanitario, la maggior parte degli operatori sono convinti che gli apparati tecnologici, utilizzati per le diverse funzioni di ricerca e trattamento del paziente, siano totalmente diversi da quelli utilizzati in ambito strettamente consumer. In parte questa affermazione può essere ritenuta credibile perché è vero che, oggi come oggi, un apparato medicale è progettato, sia nelle funzioni che a livello di design, per svolgere mansioni spesso completamente diverse e non sempre contigue a ciò che l’apparato consumer può svolgere in ambito health. È comunque vero che i device consumer possono essere “istruiti” in maniera efficace affinché possano inter-operare con gli apparati medicali “tradizionali” in una logica di efficientamento nelle pratiche sanitarie; in questo senso anche i dispositivi consumer possono giocare un ruolo centrale in ambito health.

Un prodotto consumer in struttura sanitaria? La sfida è l’integrazione

La sfida di Samsung nel settore sanitario è quella di riuscire a far crescere l’ecosistema dei propri sistemi medicali avanzati in connessione con i device consumer dell’azienda, nella logica dell’Internet of Things.

A nostro avviso una soluzione efficiente in ambito sanitario deve prevedere il dispositivo al centro dell’ecosistema, con una serie di elementi accessori di supporto (sia consumer che professionali, e una vasta gamma di soluzioni software e hardware sviluppate ad hoc con i partner dell’azienda, sia a livello locale che globale.

Il rapporto con i partner diventa essenziale nell’offerta di Samsung per la Sanità, per la capacità di aziende terze con expertise in ambiti specifici di specializzare la funzionalità dei singoli prodotti così come dell’intero ecosistema delle soluzioni. In questo ambito la sfida più impegnativa è quella di riuscire a far “parlare” il singolo prodotto o soluzione con il sistema IT preesistente nella struttura sanitaria, e in ciò il ruolo del system integrator diventa cruciale.

Sicurezza: priorità assoluta in qualsiasi tipologia di business

Samsung esorta qualsiasi tipologia di impresa a riconoscere la sicurezza come massima priorità nell’Open Economy in quanto dovranno prepararsi per l’entrata in vigore della General Data Protection Regulation (GDPR) prevista per il 2018, per la quale è fondamentale che le imprese comincino a pensare al potenziale impatto delle future violazioni dei dati e a come mitigare la relativa minaccia.

Le imprese sono già sopraffatte dalle minacce provenienti da aggressori esterni ed è dimostrato che la maggior parte dei sistemi di sicurezza presenti nei luoghi di lavoro non sono pronti per contrastarle. Nel 2016 la criminalità informatica è costata all’economia globale 335 miliardi di sterline e si prevede che entro il 2019 il costo totale delle violazioni dei dati aziendali raggiungerà i 2.100 miliardi di sterline. I rischi derivanti da un atteggiamento disinvolto rispetto alla sicurezza informatica sono oggi evidenti: quasi il 70% dei millennials ammettono apertamente di violare le politiche informatiche e di utilizzare app che non sono autorizzate dai loro datori di lavoro.

Le misure di sicurezza attualmente più diffuse sono d’intralcio, costose e molto fastidiose per gli utenti, ma entro il 2020 piattaforme di sicurezza e nuove tecnologie intelligenti costituiranno un bene prezioso per le imprese nel tentativo di adattarsi a nuovi dispositivi e comportamenti all’interno delle reti aziendali, nell’ambito di quella che definiamo Open Economy.

Stimolate dalla rapida evoluzione delle minacce, le imprese si trovano ad affrontare molte nuove difficoltà nel tentativo di proteggere i loro dati e garantirne la riservatezza a tutti i livelli. Per mantenere la competitività dovranno imparare a far sì che la forza lavoro digitale, nell’ambito dei propri uffici connessi, possa utilizzare le nuove tecnologie con i propri dispositivi mobili in piena sicurezza.

Secondo lo studio di The Future Laboratory, piattaforme di sicurezza potenti e agili saranno fondamentali per consentire alle imprese di evolvere e prosperare nell’Open Economy. La soluzione giusta per la sicurezza consentirà loro di approfittare delle opportunità offerte dai cambiamenti lavorativi e culturali legati alla digitalizzazione – da una maggiore produttività al risparmio sui costi, da una forza lavoro più mobile e agile a un generale aumento di flessibilità e adattabilità.

La sicurezza dei dispositivi in ambito medicale

La sicurezza prima di tutto è un problema che potremmo definire culturale, e anche in ambito medicale non esiste inviolabilità assoluta di un dispositivo perché, per mettere realmente in sicurezza un device tecnologico, è fondamentale che l’utente si comporti in maniera consapevole e corretta nell’utilizzo del dispositivo stesso. Ad esempio, un telefono può essere dotato della migliore tecnologia di sicurezza, ma se l’utilizzatore scrive la propria password su un foglio non custodito, tutta l’innovazione tecnologica non riuscirà a tenere realmente al sicuro quel telefono; quindi la componente umana gioca un ruolo fondamentale nell’ambito security. Da questo punto di vista, Samsung aiuta gli utenti avendo messo a valore alcune implementazioni tecnologiche più recenti e avanzate per anticipare l’errore del comportamento umano. Ad esempio, con gli ultimi smartphone Samsung, per l’accesso allo schermo delle funzioni, è possibile sostituire la password con l’impronta digitale o lo scan retinico, degli elementi di riconoscimento dell’utente altamente avanzati e sofisticati. Sempre nell’ambito della sicurezza dei dispositivi mobile, sia in ambito consumer che B2B, Samsung mette a disposizione degli utenti la piattaforma Samsung Knox.

 

 

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