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Ecco cosa si deve sapere sulla direttiva europea antiriciclaggio

di Mark Schwerzel, Deputy CEO, Bureau van Dijk

 

Come ben sapranno gli esperti di compliance, la legislazione orientata al contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo è in rapida crescita sia a livello nazionale, che internazionale. L’introduzione e entrata in vigore di nuove norme e regolamenti è diventata così frequente da rendere difficile stare al passo con i propri obblighi in termini di compliance. In questo clima di regolamentazione in costante evoluzione, arrivano le ultime istruzioni dal parlamento europeo. La Direttiva (UE) 2015/849, introdotta in parte per conformarsi all’approccio alla compliance negli Stati Uniti, è nota generalmente come la quarta direttiva anti-riciclaggio o, come la chiameremo qui: AML4.

Teniamo presente che l’UE definisce una direttiva come: “un atto normativo indirizzato agli stati membri. Le direttive fissano i risultati da raggiungere e gli stati membri devono poi mettere in atto le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il periodo di tempo previsto dalla stessa, solitamente due anni.”

Il termine per l’implementazione delle disposizioni era fissato per il 26 giugno 2017. Il tempo è scaduto e, quindi, i team di compliance e procurement devono essere pienamente informati sulle disposizioni rilevanti di questa nuova legge.

La Direttiva è stata pensata in riferimento alle banche e ai servizi finanziari. Ma avrà un grosso impatto anche su molte aziende, in particolare per le misure volte a mitigare il rischio reputazionale. AML4 interesserà anche la vostra azienda? Se sì, come? E quali iniziative si possono intraprendere per prepararsi a questa direttiva e assicurarsi di aver messo in atto processi e procedure adeguati per la mitigazione del rischio e conformi alla normativa?

Come primo passo per formulare una strategia efficace ed efficiente in risposta all’AML4 dovreste entrare in confidenza con alcuni dei suoi punti principali. Per aiutarvi a farlo, abbiamo scritto un breve resoconto delle linee guida e politiche fondamentali di questa direttiva diviso in due sezioni: una incentrata sui punti chiave generali e un’altra che pone maggiore enfasi sulla questione della titolarità effettiva/proprietà sostanziale.

Disposizioni generali della Direttiva AML4

Ampliamento dell’area dei soggetti obbligati sottoposti ai controlli AML.
Per stare al passo con il mutevole panorama della normativa di compliance, AML4 restringe le maglie della rete rispetto all’AML3, la normativa precedente in vigore dal 2005. I parametri più omnicomprensivi di questa legge significano che sarà applicabile a:

  • Servizi del gioco d’azzardo: sia i tradizionali casinò e centri scommesse, che altri enti offshore difficilmente individuabili e siti di gioco d’azzardo online.
  • Persone o società che effettuino singole transazioni superiori a 10.000€: la precedente soglia era 15.000€.
  • Agenti immobiliari coinvolti in locazioni: prima dell’AML4 erano incluse solo le operazioni di vendita.
  • Piattaforme per lo scambio di valute elettroniche: con l’obiettivo di porre fine all’anonimato delle transazioni virtuali. Ai sensi della AML4, le imprese che accettino pagamenti con tali valute dovranno sottoporsi a controlli di due diligence per i clienti.
  • Persone politicamente esposte (PPE/PEP), sia a livello nazionale che internazionale: con l’AML4 si porrà fine alla disparità di trattamento dei PPE in base alla loro provenienza.

Maggior focus sul rischio

L’AML4 prevede che le società prestino una maggiore attenzione al rischio nelle proprie transazioni commerciali. A questo proposito, la direttiva fornisce un elenco specifico di fattori di rischio che le società possono utilizzare come linee guida nell’affrontare e mettere in atto i propri processi di due diligence e on-boarding, e altre transazioni commerciali. In aggiunta, la presente direttiva dispone che il Parlamento Europeo, così come i governi nazionali di ciascuno stato membro, effettuino valutazioni volte a scoprire i rischi di riciclaggio esistenti a livello nazionale o sovranazionale.

Rafforzamento dei controlli sui paesi terzi

La direttiva specifica che le società che operino con aziende di paesi terzi ad alto rischio, dovranno effettuare una serie di controlli armonizzati. L’UE definisce come paesi ad alto rischio: “paesi con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di anti-riciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo (AML/CFT)”. Un elenco ufficiale di questi paesi terzi (che rispecchia esattamente il precedente elenco redatto dall’ente sovranazionale Financial Action Task Force [FATF]), è stato pubblicato ufficialmente il 14 luglio 2017. Questo elenco sarà poi aggiornato tre volte all’anno.

Adozione di sanzioni più severe

Nei casi in cui una società sia scoperta a violare le norme o non rispettare le linee guida della direttiva, l’AML4 autorizza e incoraggia gli stati membri a reprimere severamente i colpevoli tramite una serie di sanzioni finanziarie. In aggiunta, le società che contravvengano ai requisiti della presente direttiva potranno anche incorrere in danni di reputazione; gli stati membri infatti, sono anche esortati a rendere di dominio pubblico i nomi dei trasgressori e l’entità delle violazioni.

Maggiore enfasi sulla trasparenza riguardo la titolarità effettiva

L’AML4 è ampiamente incentrata sull’identificazione e monitoraggio dei titolari effettivi. In aggiunta alla titolarità effettiva, questa direttiva sottolinea anche l’importanza dei “people of significant control” (PSC), determinati in base alla quota di partecipazioni finanziarie di una società detenute da una persona. I PSC sono quei soggetti la cui posizione all’interno di una società gli consente di avere un’influenza tale da costituire un controllo effettivo, indipendentemente dalla percentuale di azioni detenute. Esempi di PSC possono essere i CEO, gli amministratori e simili.

Alcuni requisiti dell’AML4 nell’ambito della titolarità effettiva comprendono la creazione di registri nazionali centrali. L’AML4 dispone, per gli stati membri, la creazione e gestione di registri contenenti le informazioni sui titolari effettivi delle società, compresi gli istituti giuridici analoghi al trust in ambito angloamericano.

La Gran Bretagna ha già creato il proprio registro nazionale, in anticipo rispetto al termine previsto dalla direttiva. Tuttavia, nonostante gli sforzi per rendere disponibili questi database nazionali siano lodevoli, va notato come questi possano essere a volte incompleti o inaccurati, come dimostrato dal registro inglese.
A causa della loro dipendenza dalle informazioni fornite autonomamente dalle aziende, e della mancanza di controlli amministrativi, questi registri hanno spesso delle lacune dovute appunto alla registrazione o ai dati scorretti. Molti di questi errori e lacune saranno involontari, ma non sempre è così, e se si effettuano screening su clienti e fornitori si è comunque obbligati a svelare i titolari effettivi e PSC reali.

  • Interconnessione dei registri nazionali: le informazioni contenute in tutti i registri centrali saranno interconnesse direttamente.
  • Maggiore accesso alle informazioni sui titolari effettivi: al fine di stimolare una maggiore responsabilità e ampliare il campo delle aziende sottoposte alle proprie disposizioni, l’AML4 prevede che gran parte delle persone possa avere accesso ai dati sui titolari effettivi in questi registri nazionali.

In aggiunta alle autorità competenti e alle società sottoposte a questa direttiva, da adesso qualsiasi persona con un “interesse legittimo” potrà aver accesso alle informazioni sui titolari effettivi. Questo incremento della trasparenza è una lama a doppio taglio: rende infatti estremamente difficile appellarsi a una mancata conoscenza, nel caso di una violazione di qualsivoglia disposizione sulla titolarità effettiva contenuta nella direttiva.

Definizione di titolarità effettiva allargata al 10% per le società ad alto rischio: al fine di aumentare il focus sul rischio, l’AML4 stabilisce che “i titolari effettivi che detengano il 10% delle partecipazioni di certe società soggette al rischio di riciclaggio e di evasione fiscale” dovranno essere inclusi nei registri nazionali. Per le società che presentano un rischio minore, la soglia di inclusione resta del 25%.
Questa disposizione significa che gli esperti di compliance dovranno prima accertarsi dei rischi associati a un potenziale partner o cliente, e poi procedere al controllo dei suoi titolari effettivi. Tenendo presente le già citate “imperfezioni” dei registri nazionali, questo carica un’ulteriore livello di responsabilità. Fortunatamente, Bureau van Dijk vi può aiutare ad adeguarvi alla normativa rapidamente e più facilmente.

Implicazioni pratiche per gli esperti di compliance
Tramite queste disposizioni più omnicomprensive, ma allo stesso tempo più dettagliate, progettate per estendere la responsabilità delle società a qualsivoglia legame (sia volontario che accidentale) con il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo, l’AML4 pone un grosso fardello sulle spalle degli esperti di compliance. I requisiti della direttiva lasciano alle aziende uno spazio di manovra molto ristretto per evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie o in rischi per la propria reputazione.

Visto che l’AML5 è all’orizzonte, e i progressi del Criminal Finances Bill britannico, l’asticella delle normative viene alzata sempre di più, anche per quelle realtà con funzioni di compliance più “generaliste”. A Londra, tra il settore Fin-tech emergente, e le più consolidate società immobiliari, siamo costantemente impegnati per implementare soluzioni che compensino i rischi, e al contempo alimentino i processi di on-boarding per portare benefici all’azienda, e cosa più importante, ai suoi clienti.

Ted Datta, director of GRC solutions a Bureau van Dijk

E anche in Europa siamo impegnati in attività simili.
Indipendentemente da quale sia la propensione per il rischio, l’attuale panorama normativo sottolinea l’importanza di non fidarsi semplicemente delle informazioni dichiarate, ma di verificarle. In questo senso oggi appare opportuno dotarsi di soluzioni efficaci che consentano alle aziende di mitigare i rischi, tramite una preventiva valutazione dei potenziali partner commerciali.

 

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