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Sanità digitale, Boschetti (DXC): “Perché dobbiamo parlare di ecosistema salute”

di Luciano Boschetti, Public Sector Chief Technologist, DXC Technology – Cantiere Sanità digitale

Per DXC Technology, la partecipazione al Cantiere Sanità 2017 è stata un’occasione proficua di ascolto dei temi emergenti nel mondo della Sanità, grazie all’impegno sentito dei partecipanti al tavolo di lavoro; è stata quindi un’esperienza positiva, sia di networking tra gli attori del Servizio Sanitario, sia per questa azienda che è stata tra gli sponsor. A questo va il ringraziamento per il lavoro svolto da FPA.

Tra tutti questi temi, a mio parere, ne sono emersi due particolarmente vivi nell’attenzione dei vari partecipanti: la protezione dei dati personali e le esigenze di coordinamento ed integrazione.

Nel corso dei lavori, tali esigenze sono state illustrate da diverse prospettive, quali, ad esempio, la collaborazione tra presidi ospedalieri e strutture territoriali, la valutazione multidimensionale (che presuppone il coordinamento tra diversi attori specialisti nelle sfere della sanità e dell’assistenza sociale), o le potenzialità offerte dai PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale).

Queste esigenze vanno indirizzate valorizzando gli asset già delineati come il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico, a cura delle Regioni), la CCE (Cartella Clinica Elettronica), la Prescrizione Medica Digitale (e-Prescription), e la pluralità di servizi CUP (Centro Unico Prenotazioni). A questi, si aggiungono il STS (Sistema Tessera Sanitaria), lo sviluppo dell’ANA (Anagrafica Nazionale degli Assistiti), l’integrazione tra i FSE (INI), ed altre iniziative, tutte accomunate dall’obettivo di centralità dell’assistito.

Con tutti questi ingredienti da mettere insieme, con lo scopo di aggiungere valore ai servizi per l’assistito, ed avendo ben presenti  le esigenze future in tema di Salute, è probabilmente giunto il momento di guardare al concetto di Ecosistema Digitale della Sanità (anzi, direi, della “Salute” in senso lato), in linea con il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amminsitrazione.

L’Ecosistema della Salute potrebbe realizzarsi come:

  • punto o metodo di riferimento digitale, per lo scambio e la partecipazione tra i diversi attori (flussi dati amministrativi e clinici, processi per la continuità delle cure, ecc.),
  • insieme di tecnologie aperte a supporto dello sviluppo di nuove applicazioni e servizi, collegati alla realizzazione dei processi nativi-digitali disegnati dal punto di vista dei cittadini,
  • elemento di alimentazione di sistemi specializzati sia operativi – ad esempio, verso i sistemi a Supporto delle Decisioni Cliniche (CDS) -, sia analitici – in particolare, verso il DAF (Data & Analytics Framework).
  • luogo, ovvero contesto “consolidato” di sicurezza, di garanzia by design della protezione dei dati personali (con particolare riferimento anche alle procedure di consenso, e collegandosi quindi all’infrastruttura portante FSE o adottando il modello di questi).

In linea con il piano di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, l’Ecosistema della Salute – secondo un modello che potrebbe essere esteso anche a tutti gli altri Ecosistemi Digitali – potrebbe essere in grado di facilitare l’interconnessione con le fonti dati esistenti (anche attraverso protocolli specifici della Sanità, quali FHIR/HL7) e consentirne – dopo opportuni processi di accreditamento e verifica – l’accesso mediante “open API” al fine di favorire lo sviluppo di nuovi servizi.

Tale ecosistema dovrebbe, allo stesso tempo, disporre di regole e processi specifici del mondo “Salute” che, insieme alle informazioni scambiate, lo specializzino ulteriormente rispetto agli altri ecosistemi.

Naturalmente, senza tralasciare il fatto che il disegno di processi-nativi digitali richiederà senz’altro l’ideazione di nuovi modelli organizzativi, in grado di operare con maggiore efficacia ed ottimizzazione sfruttando una ricchezza informativa e conoscitiva integrata, ovvero più ampia e tempestiva di quella attuale.

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