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ePavia: da “progetto visionario” a sportello servizi polifunzionale

di Luca Galandra, responsabile Servizio Innovazione Tecnologica e Servizi Informativi – Cantiere Cittadinanza digitale

Il portale dei servizi on line e-Pavia non è un banale sito, non è un progetto, non è nemmeno un risultato ottenuto, ma è un vero e proprio percorso di crescita che trova le sue radici nel tempo, con sfide ed evoluzioni sempre nuove. L’esperienza del Comune di Pavia sul tema dei servizi on line è piuttosto lunga e il percorso si è avviato già all’inizio degli anni 2000 affrontando le tematiche della certificazione on line e della consultazione della propria posizione tributaria (quello che oggi si potrebbe chiamare “fascicolo del contribuente”).

Erano gli anni dell’e-Government promosso dall’allora Ministro Stanca e dal progetto People. Siamo partiti erogando servizi sul portale e-Pavia, distribuendo gratuitamente ai cittadini firme digitali, caselle di posta elettronica, caselle PEC, credenziali di accesso e PIN per utilizzare appieno la Carta Regionale dei Servizi (CRS).

Solo oggi mi accorgo che eravamo dei visionari, che operavano in un contesto non ancora maturo né dal punto di vista tecnologico, né dal punto di vista culturale. I numeri infatti sono stati piuttosto deludenti e avrebbero potuto far pensare ad un fallimento, ma non è stato così. Siamo solo arrivati troppo presto ad affrontare la tematica dei servizi on line. Ma per una Pubblica Amministrazione, per un Comune, arrivare “troppo presto” e fare da apripista, è un errore?

Significa sprecare risorse pubbliche? Secondo me, no. È infatti un preciso dovere della Pubblica Amministrazione e della Politica (proprio quella con la P maiuscola) sognare, guardare al futuro e tracciare le linee di sviluppo per creare cultura e tecnologie alla portata di tutti. Fare grandi numeri, ottenere risultati tangibili, fare delle economie di scala, sono termini che bene si addicono ad una impresa che deve fare utile e guadagnare, ma siamo proprio sicuri che questi siano anche gli obiettivi a cui deve tendere una Pubblica Amministrazione?

Gli obiettivi (quelli veri) sono ben più alti e vengono raggiunti nel medio – lungo termine e, infatti, dal lavoro svolto più di dieci anni fa dal Comune di Pavia oggi si raccolgono i frutti:

  • i cittadini chiedono a gran voce servizi on line;
  • le imprese usano stabilmente i servizi digitali;
  • le tecnologie sono ormai mature ed ampiamente diffuse;
  • l’on line non è più riservato ad una nicchia esclusiva di persone, anche grazie alla piena copertura della banda larga sul territorio nazionale e alla capillare diffusione di PC e smartphone.

Di pari passo, il nostro e – Pavia è cresciuto ed è diventato un punto di riferimento per i cittadini, infatti, nel corso dello scorso anno abbiamo avuto:

  • una media di circa 8.000 accessi al mese;
  • più di 100 servizi erogati;
  • quasi 500 certificati anagrafici rilasciati.

Questo però non basta più. Finalmente è partito quello che amo chiamare “effetto volano” e la città (ma anche la normativa di carattere nazionale) ci chiede di più. La sfida che oggi stiamo affrontando è lo Sportello Telematico Polifunzionale che, a partire dalla prossima estate, consentirà ai cittadini e alle imprese pavesi di accedere on-line a tutti i servizi erogati dal Comune.

Stiamo parlando di mettere on line quello che è stato per più di un decennio il vero e proprio miraggio di molte PA: lo sportello polifunzionale. I servizi non devo essere esclusivi, ma inclusivi, quindi la nuova sfida sarà consentire a tutti (e non solo ai nativi digitali) di accedere ai servizi on line. Come? Mettendo a sistema quelle che sono state le meravigliose esperienze condotte nei confronti degli anziani del Comune di Pavia: formazione ed affiancamento.

Tornando quindi al concetto di “educare” la cittadinanza, abbiamo organizzato corsi di alfabetizzazione informatica e postazioni assistite per l’accesso ai servizi on line. Il successo è stato così grande che i nostri corsi da ormai due anni a questa parte hanno lunghe liste di attesa e le statistiche dei nostri portali segnalano una crescita esponenziale dell’accesso e soprattutto della fruizione dei servizi.

Ed ora? Quali obiettivi, quali sviluppi futuri?

È difficile rispondere a queste domande, soprattutto se si deve immaginare cosa accadrà fra cinque o dieci anni, ma non mi stupirei se ancora una volta risultasse vincente l’applicazione del pensiero di Giovanni Battista Vico basato sulla teoria dei corsi e dei ricorsi storici. E se il futuro fosse il contatto umano con un operatore?

 

 

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