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Appalti, pubblicato il report con i risultati della consultazione: ecco un’analisi

di Caterina Acquarone, Senior Procurement Consultant – Cantiere Procurement pubblico

A due anni dalla pubblicazione del nuovo Codice e a poco più di un anno dal Correttivo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha svolto (tra agosto e settembre) una consultazione pubblica rivolta a tutti gli Stakeholder, con l’intento di raccogliere opinioni e suggerimenti per procedere ad una nuova proposta di riforma del Codice dei Contratti Pubblici che il Governo intende presentare al più presto: era prevista per l’autunno ed ora si parla della fine dell’anno.

Essa ha visto la partecipazione di un’ampia gamma di soggetti tra cui Pubbliche Amministrazioni, Aziende Private, Liberi Professionisti e cittadini. Come specifica bene il Report: Consultazione sul Codice dei Contratti, disponibile da alcuni giorni sul sito del MIT, la stragrande maggioranza dei contributi raccolti online (quasi 2mila) proviene dalle Aziende Private (ben il 56% dei contributi) seguite dalle PA (30,08%) e dai Liberi Professionisti (il 12,74%), anche se in realtà sorge il dubbio che le percentuali sarebbero ben diverse se comprendessero anche i contributi inviati dai “principali attori istituzionali […] anche al di fuori della consultazione” per i quali, come precisa il Report, “è stato predisposto un distinto fascicolo”, che non è però disponibile sul sito del Ministero.

Gli obiettivi di questa ennesima riforma in fieri sono sempre di “garantire l’efficienza del sistema dei contratti pubblici, procedere alla semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza ed eliminare le criticità sul piano normativo e, conseguentemente, sul piano applicativo” ascoltando la pluralità di voci degli stakeholders ai fini di una meditata riforma dello stesso Codice.

La Consultazione proponeva dei quesiti predefiniti su alcuni focus tematici, che disponevano di schede riepilogative sulle potenziali criticità emerse nei due anni precedenti, durante i quali il Ministero ha monitorato la risposta dei diversi soggetti coinvolti e del mercato: per ognuno dei temi è stata predisposta una breve scheda riassuntiva. Era però possibile segnalare ulteriori criticità e proposte.

Dei 1.908 contributi pervenuti, complice anche il periodo di ferie, quasi due terzi sono pervenuti negli ultimi 5 giorni e il 35% si è concentrato il 10 settembre, ultima data utile per accedere al portale.

Tre i temi più gettonati, che hanno raccolto complessivamente circa un quarto di tutti i commenti:

  • La disciplina del criterio del minor prezzo descritta nei commi 4 e 5 dell’art.95 del Codice (10,6%), in particolare relativamente all’Offerta Economicamente più vantaggiosa (OEPV);
  • La terna di subappaltatori da comunicare in fase di gara (art.105 del Codice), che ha raccolto l’8,4% dei commenti di cui oltre la metà con proposte di abrogazione. Molto meno attraente lo stesso tema in caso di Concessioni (art.174 del Codice) che ha raccolto 0,8%;
  • La disciplina della soglia di anomalia dell’offerta come definita nei commi 2 e 3 dell’art.97 del Codice relativi ai criteri di calcolo in riferimento anche alle offerte ammesse. Gli interventi si sono concentrati su modifiche ed integrazioni al comma 2, già ampiamente rimaneggiato dal Correttivo del 2017.

A seguire nella “classifica” dei focus maggiormente gettonati troviamo:

  • I primi due commi dell’art.29 relativi alla pubblicazione di tutti gli atti di gara anche ai fini della decorrenza dei termini per l’impugnativa, con quasi il 90% di proposte di abrogazione;
  • L’art. 31 comma 1 che disciplina la nomina ed i requisiti del RUP con numerosissime proposte di modifica ed integrazione del dettato normativo;
  • L’art.80 relativo ai Requisiti di partecipazione alla gara ed ai motivi di esclusione con 84 contributi relativi soprattutto a richieste di modifica/integrazione del testo in merito alla verifica dei requisiti di carattere generale effettuata su tutti i soggetti aventi funzioni di direzione, rappresentanza e controllo delle imprese partecipanti e dei loro subappaltatori ai fini dell’efficacia dell’aggiudicazione, tema caro sia agli operatori economici che alle stazioni appaltanti, perché impatta fortemente sui tempi di stipula dei contratti.

Tra le idee condivise dalle Pubbliche Amministrazioni partecipanti, spiccano i commenti sugli incentivi per le funzioni tecniche definiti dall’art.113 che ha raccolto il 5% circa dei commenti con numerose richieste di modifiche ed integrazioni.

Il MIT ci informa inoltre nel testo di accompagnamento che sono arrivate diverse richieste di superamento degli istituti della soft law (si parla infatti nei corridoi istituzionali di adottare nuovamente un “Regolamento”), del cosiddetto rito super speciale e dell’istituto dell’avvalimento e che sono giunte – tra le altre cose – anche richieste di modifiche in merito all’elenco delle stazioni appaltanti qualificate, al tema dell’appalto integrato, del rating d’impresa, e sui costi della manodopera.

L’analisi effettuata nel Report ci fornisce essenzialmente molti dati statistici e ci racconta quali sono i temi cari agli stakeholder, ma nulla ci dice sulle proposte pervenute e sui contenuti delle stesse e, come già detto in apertura, non tiene conto dei soggetti più influenti ai fini della concertazione di un’eventuale riforma a breve del Codice, ossia i principali attori istituzionali.

Speriamo quindi di poter accedere presto sia al fascicolo specifico che al dettaglio delle proposte e dei commenti pervenuti, per capire meglio e provare a prevedere in quale direzione procederà la Riforma, visto che è così difficile per tutti abituarsi ad applicare delle regole che cambiano con una tale frequenza.

Speriamo inoltre che non si torni indietro – come ventilato da più parti – a pratiche quali le gare affidate tramite offerta economicamente più vantaggiosa, che con l’illusione per i RUP e le Commissioni di una maggiore oggettività di affidamento hanno creato in passato tanti problemi sia alle imprese “strozzate” dalla competizione sul prezzo (e quindi al mercato) che all’efficace ed efficiente gestione in fase di vigenza del contratto per la mancanza di premialità sulla qualità del bene o del servizio e soprattutto sui criteri di sostenibilità: a tal proposito qualcuno di voi acquisterebbe per se stesso qualsiasi cosa basandosi solo sul prezzo senza dare un peso alle caratteristiche di quello che compra?

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