Intervista a Fabio Meloni di Eleonora Bove

Quattro elementi per la trasformazione digitale. Fabio Meloni, Dedagroup

di Eleonora Bove

 

L’Italia soffre di un forte gap rispetto agli altri Paesi dell’EU sul livello di attuazione dell’Agenda Digitale. Questo ritardo è dovuto a delle debolezze strutturali del “sistema Italia”, che si alimentano dell’abitudine a pensare la trasformazione digitale prevalentemente come automazione di processi analogici, più che come occasione per ridisegnare processi e servizi in funzione del reale beneficio a cittadini e imprese.
Gli elementi per invertire la tendenza in atto ci sono, come ci spiega in questa video intervista Fabio Meloni, CEO di Dedagroup Public Services. Un’accelerazione può essere data da un’azione che si inserisca sulla scia di quanto fatto finora. La parola chiave è continuità: è molto importante che venga implementato il Piano Triennale, inteso come modello strategico di riferimento per l’attuazione dell’Agenda digitale, proseguendo lungo la strada tracciata pur nel contesto di una nuova legislatura e di una nuova governance. Un secondo elemento, che nel nostro caso è anche la seconda parola chiave è il cloud. Il cloud consente alla PA di liberarsi dall’incombenza di gestire un’infrastruttura e di potersi concentrare così sui contenuti del servizio e sui veri bisogni dell’utenza. D’altronde, come anche ci dicono le indicazioni di Consip, è chiara la necessità di un marketplace di soluzioni As a Service, ready to use, di cui sia certificata la compatibilità, e qui si arriva al terzo elemento. AgID ha, infatti, iniziato ad implementare questa nuova visione con le procedure di qualificazione di servizi SaaS per il Cloud della PA e i criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider per la PA. Infine un quarto elemento di accelerazione è una maggiore sinergia tra pubblico e privato. E’ importante incoraggiare un nuovo modello di partnership pubblico privato, simile a quello che si è già pensato per l’Industry 4.0.